Conosciamo Carlo Ferretti, finanziatore dei premi per studenti del Dams

Mi hanno chiesto in molti se fosse un gesto politico o di protesta. Dietro ci sono fondamentalmente poche cose, la possibilità di farlo e lo spirito goliardico che coinvolge, che racchiude questa vicenda.

Mi hanno chiesto in molti se fosse un gesto politico o di protesta. Dietro ci sono fondamentalmente poche cose: la possibilità di farlo e lo spirito goliardico che coinvolge, che racchiude, questa vicenda.

Carlo Ferretti
Alessandro Bevilacqua intervista Carlo Ferretti, il goliarda che ha finanziato i premi di studio per gli studenti del Dams

[A.B.] Ciao Carlo, benvenuto.

[C.F.] Ciao Alessandro, grazie.

[A.B.] L’argomento che affrontiamo con Carlo oggi è un po’ delicato. Carlo è salito agli onori della cronaca qualche, qualche mese fa? Quanto tempo è passato, Carlo?

[C.F.] Quasi un anno, ormai.

[A.B.] A Bologna probabilmente tutti ti conoscono quindi non c’è bisogno di fare grandi presentazioni.

[C.F..] Io sono Carlo Ferretti, sono lo studente, il goliarda, che qualche mese fa per l’appunto ha proiettato un film per adulti in Piazza Maggiore suscitando l’eco delle folle sui social. Ho avuto un successo mediatico non esattamente aspettato.

[A.B.] Hai avuto un successo mediatico e, però dobbiamo dirlo subito, questo ti ha portato anche delle conseguenze.

[C.F.] Le conseguenze di ciò che ho fatto erano amministrative ma costavano veramente molto.

[A.B.] Al di là della goliardata, c’è qualche altro motivo per cui hai fatto questo gesto?

[C.F.] Mi hanno chiesto in molti se fosse un gesto politico o di protesta. Dietro ci sono fondamentalmente poche cose: la possibilità di farlo e lo spirito goliardico che coinvolge, che racchiude, questa vicenda.

[A.B.] C’era anche, in qualche modo, una ricerca di notorietà?

[C.F.] Io non mi aspettavo che sarebbe uscita al di fuori dell’ambiente goliardico come cosa. Non era nel piano, nel progetto e a me faceva piacere essere riconosciuto dai goliardi come quello che aveva fatto questa cosa qui.

[A.B.] E, come abbiamo accennato prima, questo ha avuto delle conseguenze amministrative.

[C.F.] Io sono tornato a casa alle 5 del mattino quella mattina con un massimale da pagare di 11 mila euro. Ho fatto un crowdfunding chiedendo 5 mila euro, pensavo che qualcuno mi avrebbe dato una mano tra i miei amici, tra i goliardi, tra gli studenti, che qualcuno mi avrebbe aiutato. Di certo non pensavo che sarei riuscito a racimolare 7 mila euro in sette ore.

[A.B.] A questo punto entriamo nel vivo della questione e del perché siamo qui a parlarne io e te oggi. Hai deciso che parte del ricavato, o meglio, quello che è avanzato della sanzione che hai dovuto versare, hai deciso di destinarlo agli studenti.

[C.F.] Mi piaceva l’idea che ciò che era stato fatto da uno studente alla città, e che l’intero Paese aveva sopportato, tornasse in qualche modo agli studenti. Io ho sfruttato un’occasione per proiettare questo film. È stata una serata in mezzo a un evento dedicato al cinema ritrovato, ovvero a pellicole ristrutturate e a un gran bel lavoro fatto dalla Cineteca di Bologna e per questo motivo ho deciso che la cosa più a tema possibile per quello che avevo fatto fosse far tornare questi soldi sotto forma di borse di studio per studenti del Dams specializzati in cinema.

[A.B.] E questo e l’hai fatto tramite appunto Vivat Academia, mettendo a disposizione due borse di studio per il Dams. Come sei arrivato a Vivat Academia, come sei entrato in contatto con Vivat Academia?

[C.F.] Io conosco diversi membri di Vivat Academia, tra cui Ivan Fraioli. Gli ho chiesto subito una mano per vedere se si poteva organizzare una cosa simile e per fortuna questo è successo.

[A.B.] È successo quello che è successo. Per come sono andate le cose, è una cosa che rifaresti oppure ha avuto delle conseguenze tali che ti ha un po’ portato a rivalutare anche il gesto goliardico?

[C.F.] Non è facile prendere insulti, però fa piacere sentirsi dare dell’eroe, ma mi ha creato anche tantissima ansia, stress, angoscia con amici che mi dicevano: «Questa cosa ti condanna, non troverai mai un lavoro per questa cosa qui, ti sei rovinato la vita, ti sei macchiato, questo è un marchio che ti rimane».
Fortunatamente, avevano torto, nel senso che in questo momento per me non ha nessun tipo di ripercussione. Quello che non rifarei, probabilmente, sarebbe il crowdfunding con il mio nome e cognome sotto. Quello che cercherei di evitare sarebbe essere stato così tanto conosciuto. Questa cosa è pesante e per fortuna questa cosa non c’è più, è finita questa fase qui. Quindi sì, rifarei l’azione, ma eviterei di mettere il mio nome e cognome in giro.

[A.B.] C’è da dire comunque che tutto è bene quel che finisce bene, la disponibilità economica ci porta ad avere due borse di studio per il Dams. Ricordo a tutti quelli che ci stanno seguendo che, per avere informazioni e per sapere come potersi candidare alle borse di studio, potete andare sul sito di Vivat Academia, che ricordo è www.vivatacademia.org.
Carlo, io ti ringrazio e ti auguro una buona giornata.

[C.F.] Grazie mille.

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