Conosciamo il Dr. Averardo Orta – Consorzio Colibrì

… gli infermieri sono, lo abbiamo visto tutti, diventati eroi e noi vogliamo che non vengano dimenticati

Averardo Orta
Alessandro Bevilacqua intervista Averardo Orda, a.d. del Consorzio Colibrì, che grazie ai suoi associati, ha messo a disposizione i fondi per le 4 borse di studio per gli studenti di infermieristica

[A.B.] Siamo con Averardo Orta, amministratore delegato del Consorzio Colibrì; ciao Averardo, benvenuto.

[A.O.] Ciao, grazie.

[A.B.] Averardo, oltre ad essere l’amministratore delegato del Consorzio Colibrì, tu sei stato riconfermato per la quarta volta, non molto tempo fa, anche come presidente dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata di Bologna. Qual è il segreto di tutti questi successi professionali?

[A.O.] Il lavoro all’interno delle associazioni è un lavoro che richiede dedizione e sacrificio. Io ho imparato da mio padre, che prima di me si era impegnato all’interno di AIOP e di altre associazioni, questa scala valoriale per cui interpreto il mio ruolo come il servitore di tutti gli associati ed evidentemente questo, per ora, sta funzionando e mi viene riconosciuta una certa efficacia nello svolgere il mio ruolo, quindi continuano a darmi fiducia e io sono molto orgoglioso di questo.

[A.B.] Raccontaci invece un po’ di Consorzio Colibrì.

[A.O.] Il Consorzio Colibrì nasce undici anni fa durante un viaggio che abbiamo fatto negli Stati Uniti con mia moglie. Noi cercavamo una alternativa a quel fenomeno di concentrazione che sta interessando la sanità privata italiana, cioè quando i gruppi che si stanno espandendo, acquistano le piccole strutture come accadde una volta anni fa nella distribuzione o in altri settori. Noi siamo stati investiti da questo fenomeno recentemente e io cercavo un antidoto. Il consorzio costituisce un’idea non particolarmente innovativa, è già stata utilizzata in altri paesi, in altri contesti. La novità è stata introdurlo nel mondo della sanità privata. Noi, di fatto, costituiamo un branco o uno sciame; un insieme di soggetti che sono autonomi, liberi ma che utilizzano strategie comuni per il bene del gruppo, per fare acquisti, per fare ricerca, per fare selezione del personale, per fare investimenti, per fare anche progetti di erogazione di servizi sanitari avanzati. Oggi, insieme, abbiamo circa 8.000 dipendenti, serviamo annualmente quasi 2 milioni di cittadini della regione Emilia-Romagna con 3.300 posti letto e quasi 350 milioni di euro di fatturato. Questi numeri ci pongono al vertice dei grandi gruppi a livello regionale, quindi non ci sono grandi gruppi paragonabili al nostro in questa regione, per ora.

[A.B.] Qual è attualmente la figura o le figure più richieste, più ricercate?

[A.O.] Sicuramente, per la tipologia di servizi che noi eroghiamo, la figura cardine è quella dell’infermiere perché ha una preparazione universitaria specifica che oggi all’interno dell’organizzazione dei diversi setting assistenziali comunque ricopre un ruolo molto importante. Poi ovviamente anche i medici, che sono numericamente inferiori, ma che hanno delle diverse responsabilità. Quindi direi che le due figure cruciali per noi sono medici e infermieri.

[A.B.] E per agevolare una di queste due figure, appunto quella dell’infermiere, avete deciso di mettere a disposizione ben quattro borse di studio.

[A.O.] Siamo in una situazione particolare; la pandemia ha posto l’attenzione anche del grande pubblico sulla sanità, sui sistemi sanitari e sulle professioni sanitarie; quindi gli infermieri sono, lo abbiamo visto tutti, diventati eroi e noi vogliamo che non vengano dimenticati. Abbiamo cercato di dare il nostro contributo attraverso queste borse di studio per mantenere alta l’attenzione, anche dove è possibile la soddisfazione di questi professionisti nel raggiungere l’agognato titolo di laurea, ed è importante investire sui professionisti fra cui infermieri dando, anche in questo modo, soddisfazioni economiche per stimolare la meritocrazia, lo studio e la specializzazione

[A.B.] Quattro borse di studio messe a disposizione da altrettante strutture. Tra l’altro le strutture, se non sbaglio, fondatrici del Consorzio Colibrì; vogliamo presentarle?

[A.O.] Sono Villa Bellombra, l’Ospedale Santa Viola, Villa Serena e Villa Ranuzzi.

[A.B.] Il tutto in collaborazione con Vivat Academia e ti chiedo, come sei venuto in contatto con Vivat Academia? Qual è il tuo rapporto con Vivat Academia?

[A.O.] Beh, io conosco alcuni dei fondatori di Vivat Academia, ne condivido completamente gli obiettivi e il progetto. Ho fatto l’università a Bologna, sono molto legato all’Università di Bologna e una associazione che funga da ponte fra la società e l’Università, le imprese l’Università, gli ex alunni e l’Università, a mio avviso, mancava e credo che questa sia stata una realizzazione intelligente, utilissima.

[A.B.] Quindi, per tutti quegli studenti frequentanti il terzo anno della facoltà di infermieristica dell’Università di Bologna che volessero avere maggiori informazioni relativamente alle quattro borse di studio messe a disposizione dal Consorzio Colibrì l’invito è a raggiungere il sito www.vivatacademia.org dove troveranno tutte le informazioni necessarie e il modulo da compilare per potersi candidare.
Averardo io ti ringrazio, ti auguro una buona giornata e ci vedremo sicuramente alla fine di questo percorso quando ci sarà l’evento di consegna, di premiazione delle borse di studio.

[A.O.] Molto volentieri, grazie mille

[A.B.] Ciao, Averardo buona giornata, grazie.

[A.O.] Grazie e arrivederci

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