Intervista a Massimiliano Piccioli, CEO Eumeca srl

Abbiamo voluto istituire questo Premio perché la fiducia nei giovani che vogliamo avere è veramente infinita. Riceviamo soprattutto tanta energia…

Massimiliano Piccioli
Alessandro Bevilacqua intervista Massimiliano Piccioli, CEO di Eumeca s.r.l. che ha messo a disposizione il premio di laurea intitolato “Sviluppi ed applicazioni di robot collaborativi ed esoscheletri“.

[A.B.] Massimiliano raccontami di te

[M.P.] Sono Massimiliano Piccioli, ho 47 anni, sono di Fano in provincia di Pesaro nelle Marche e sono il titolare di Eumeca srl una società di ingegneria. Ho fondato questa società nel 2007, anche se la compagine societaria negli anni è cambiata: l’ho fondata con soci diversi rispetto a quelli di oggi. Attualmente ho la fortuna di avere degli splendidi collaboratori che sono quasi una famiglia, una seconda famiglia per me.
I ringraziamenti di solito si fanno alla fine, però già vorrei subito ringraziare Barbara e Piero: le mie spalle, che mi accompagnano in tutte le nostre vicissitudini.

[A.B.] Allora raccontami un po’ come è nata l’idea. Voi, immagino, come tutti, siete partiti da zero però con un background dietro; da dove è nata l’idea di mettervi in proprio, di aprire un’azienda?

[M.P.] È nata con il desiderio di voler dare non il 100% di sé ma ben oltre!
Cercare di capire quali sono, quali erano, tutte le potenzialità che si potevano tirare fuori e quindi avere un campo libero di su cui potersi esprimere, quella è stata la spinta principale. Io ricordo, tantissimi anni fa, all’inizio della mia attività imprenditoriale, confrontandomi con imprenditori, come si suol dire, ben più scafati, con tanti anni di esperienza sulle spalle, che mi dicevano: «il lavoro dell’imprenditore non è lavorare in senso stretto ma è fare in modo che gli altri lavorino per te». Lì per lì non avevo capito, poi negli anni ho capito che bisogna creare le condizioni perché il proprio team di lavoro, la propria azienda, riesca a lavorare nel migliore dei modi. Questa è la vera chiave, è questo che riesce a far sì che un imprenditore possa avere successo: fare sì che le persone intorno a lui riescano a lavorare con un target, un obiettivo, nel migliore dei modi.

[A.B.] Come sei entrato in contatto con Vivat Academia?

[M.P.] Stai risvegliando ricordi che risalgono al 1992, credo!
Comunque nasce da un clou di studenti che già si ritrovava all’Università e si frequentava per scopi quasi ludici, diciamo così. Qualche mese fa mi hanno chiamato alcune persone con cui ero rimasto in contatto, mi è stata offerta la prestigiosa occasione di entrare a far parte del gruppo che loro avevano già formato e a me personalmente la cosa ha entusiasmato! È stata la possibilità di poter mettere a frutto la mia esperienza, perché il tempo passa… mi sento giovane, ma quando inizio a guardare indietro mi rendo conto di avere tanti anni di esperienza. […]
Un giovane che oggi si laurea si trova molto probabilmente nella nella mia stessa situazione: Cosa faccio ora? Quali sono le attività che un domani mi potranno vedere in determinati ruoli a cui ambisco?
Vivat Academia credo possa avere un ruolo chiave nell’indirizzare questi giovani, che si stanno laureando, che stanno uscendo, che sono da poco nel mondo del lavoro, per potersi schiarire le idee.

Sviluppi ed applicazioni di robot collaborativi ed esoscheletri

[A.B.] Tu hai fatto però un po’ di più rispetto a mettere a disposizione la tua professionalità, il tuo tempo e metterti a disposizione. Hai fatto qualcosa in più...

[M.P.] Io in realtà sembrerebbe che abbia fatto qualcosa in più, ma mi piace voler credere che riceverò molto da quello che ho fatto. Stiamo parlando, immagino Alessandro, del Premio che abbiamo istituito. Abbiamo voluto istituire questo Premio perché la fiducia nei giovani che vogliamo avere è veramente infinita. Riceviamo, oltre a dare appunto questo piccolo premio per incuriosire, soprattutto tanta energia e nel tempo, nell’attività professionale (mi viene da parlare in termini ingegneristici!) ci sono due curve: una sale e una scende, che sono rispettivamente l’esperienza e l’energia. Quindi col tempo l’esperienza, ovviamente, si va ad accumulare, cresce sempre di più, e l’energia, nel tempo, la voglia di cimentarsi, quella che, dicevo prima, avevo tantissimi anni fa quando non si dormiva la notte e si pensava sempre a dare oltre il 100%, questa energia viene meno. E oggi questi giovani sicuramente ce l’hanno e possono profonderla in qualche maniera per cercare di risvegliare anche un po’ chi l’energia la sta perdendo… o meglio chi vorrebbe avere ancora più energia rispetto a quello che ha.

[A.B.] Ti ringrazio, grazie del tempo, grazie di quello che stai facendo per l’Associazione e per gli Studenti appunto con il Premio di Laurea che avete messo a disposizione. Ovviamente ringrazio te come portavoce di tutta l’Azienda perché immagino che siano un po’ tutti partecipi all’interno, i tuoi soci e anche i collaboratori, perché poi questi progetti coinvolgono e coinvolgeranno un po’ tutti soprattutto in quello che sarà il post premio.
Va bene Massimiliano grazie mille, buona giornata, buon lavoro e a presto
!

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