Un Premio di Laurea può portarti a… – Neocodex s.r.l. – part. 1

…questo non vuol dire che stiamo togliendo con l’intelligenza artificiale un posto di lavoro, anzi stiamo elevando la capacità delle persone di fare una professione meno dura e meno faticosa

Fabio Sassoli
Prosegue l’intervista di Alessandro Bevilacqua a Fabio Sassoli CEO NeocodeX S.r.l. che ha finanziato il premio di laurea in intelligenza artificiale con Luca Lambertucci, business partner manager di Injenia, sul tema dell’intelligenza artificiale e sulle sue applicazioni nell’industria.

[A.B.] Per agevolare l’ingresso degli studenti nel mondo del lavoro, Vivat Academia ha messo a disposizione sia delle borse di studio che dei premi di laurea. Uno di questi premi di laurea è finanziato da Neocodex e abbiamo qui oggi con noi Fabio Sassoli, CEO di Neocodex, ciao Fabio.

[F.S.] Buona sera Alessandro, ciao.

[A.B.] Abbiamo anche Luca Lambertucci che da anni lavora nel settore dell’information technology e in particolare si occupa di cloud e intelligenza artificiale, ciao Luca, benvenuto anche a te.

[L.L.] Ciao a tutti, ciao.

[A.B.] Entrambi soci di Vivat Academia, con loro oggi approfondiremo l’argomento dell’intelligenza artificiale. Luca, ci puoi fare una breve introduzione di che cos’è l’intelligenza artificiale?

[L.L.] L’intelligenza artificiale è qualcosa che per molti ancora ha un’aurea di mistero. Per farla molto breve il paradigma tipico dell’informatica era quello di prendere dei dati di input, chiedere ad uno sviluppatore di realizzare un algoritmo, questo algoritmo aveva poi l’obiettivo di trasformare i dati di in dati di output. Questo paradigma ha funzionato benissimo negli ultimi decenni ma al crescere della complessità dei dati di input o dei casi che si chiedono di risolvere a questi algoritmi, la complessità è tale da rendere impossibile riuscire a specificare tutti i casi che si possono verificare. L’intelligenza artificiale vuole risolvere questo problema e quindi, sostanzialmente, che cosa cambia nel paradigma? Sostanzialmente, si forniscono dei dati alla macchina, al computer, dei dati di input e dei dati di output e si lascia poi che sia la macchina a costruire l’algoritmo in grado di decodificare questi questi dati.

[A.B.] Fabio, voi in Neocodex vi occupate proprio di questo.

[F.S.] Esatto, noi ci occupiamo proprio di questo. In particolare della vision artificial intelligence e non nei casi clinici. Partendo dall’esempio che ha fatto correttamente Luca, noi operiamo nell’automazione industriale e operiamo prettamente su sistemi robotizzati e sistemi informatici software vari per varie applicazioni, però non in ambito medico. Comunque il concetto che diceva Luca è esattamente quello che applichiamo anche noi, dando per esempio in mano a un robot antropomorfo una camera, che questa camera va a cercare quali sono i difetti in determinati processi operativi. Nell’ultimo decennio i sistemi di visione tradizionali hanno fatto comunque tantissimi passi in avanti però anche lì si era arrivati un po’ a un limite. Il limite quale era? Che comunque si cercava sempre il confronto con un modello, cosa che il sistema a intelligenza artificiale ha abbattuto perché adesso, con questo sistema, appunto noi diamo una serie di casistiche, una serie intendo elevata di casistiche di elementi buoni, una serie di casistiche elevate di elementi scarti, con varie problematiche, e il sistema costruisce l’algoritmo in grado di differenziare, di capire, dove sono le difettosità rispetto ai buoni che ha processato. Togliere l’onere a un operatore, per esempio, che si trova a dover governare un sistema e a insegnare a un sistema quali sono le difettosità, piuttosto che dover stare otto ore di un turno lì a guardare elementi, a cercare scarti, con un’altissima percentuale di errore, data anche dall’errore umano e dalla stanchezza che può avere una persona nel guardare otto ore sempre la stessa tipologia di elemento, cosa che invece la macchina non fa, perché la macchina ragiona in maniera intelligente, per come è stata formata. Ma questo non vuol dire che stiamo togliendo con l’intelligenza artificiale un posto di lavoro, anzi stiamo elevando la capacità delle persone di fare una professione meno dura e meno faticosa che magari sia anche logorante nel tempo. Quindi queste tecnologie, secondo me, aiutano a migliorare la qualità lavorativa oltre che a essere molto più affidabili.

[A.B.] A chi è rivolto questo premio di laurea? Chi può candidarsi?

[L.L.] Questo bando è rivolto a tutti coloro che hanno conseguito una laurea magistrale nel periodo 2019-2022 per dei corsi di laurea dell’Università di Bologna e i corsi sono: Ingegneria scienze informatiche, Artificial intelligence, Ingegneria informatica, Automation engineering e Informatica.

[A.B.] Tutte le informazioni le trovate sul sito di Vivat Academia. Vi ricordo che è www.vivatacademia.org lì potete candidare le vostre tesi e partecipare a questo premio di laurea.

Luca, Fabio, io vi ringrazio e ci vedremo sicuramente nei prossimi mesi, nelle prossime settimane, sia online ma anche dal vivo quando ci sarà la cerimonia di premiazione, di consegna dei premi di laurea e delle borse di studio. Intanto vi auguro una buona giornata e un buon lavoro.

[F.S.] Grazie Alessandro, anche a te.

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