Una Borsa di Studio può portarti a… – Ospedale Santa Viola – Consorzio Ospedaliero Colibrì

Il ruolo dell’infermiere è un ruolo fondamentale […] sono loro che sono i veri responsabili del reparto..

Erik Bertoletti
Alessandro Bevilacqua intervista Francesca Masi, direttore UOC Sanità Pubblica nonché responsabile rischio clinico a San Marino e Erik Bertoletti, responsabile dell’ospedale Santa Viola che ha messo a disposizione i fondi per una delle borse di studio dedicate agli studenti in infermieristica.

[A.B.] Siamo oggi con il dottor Erik Bertoletti che è il responsabile dell’Ospedale Santa Viola, buongiorno Erik.

[E.B.] Ciao Alessandro.

[A.B.] Buongiorno, e siamo in compagnia anche di Francesca Masi, direttore UOC Sanità Pubblica nonché responsabile rischio clinico. Santa Viola è una delle quattro strutture che ha messo a disposizione una borsa di studio per gli studenti in infermieristica. La domanda che voglio fare al dottor Bertoletti è: Erik qual è il ruolo dell’infermiere in una struttura come quella di Santa Viola?

[E.B.] Grazie della domanda Alessandro. Il ruolo dell’infermiere è un ruolo fondamentale, come dico sempre a tutti i nostri ragazzi e ragazze, giovani infermieri. Sono loro che sono i veri responsabili del reparto. Il medico è presente, il medico interviene ma un infermiere è il cardine per poter decidere dal punto di vista assistenziale e terapeutico la cura e il percorso di cura del paziente.

[A.B.] Francesca, anche tu dal canto tuo hai parecchia esperienza da questo punto di vista e anche spesso sei a contatto con figure professionali come quelle degli infermieri.

[F.M.] Ovviamente si, e certamente la figura dell’infermiere è una figura che ormai è diventata, al pari della figura medica, come diceva anche il collega, una figura che si presta ad avere oltre a un notevole incremento delle competenze, perché ormai gli infermieri un po’ come i medici devono avere competenze, sì ovviamente assistenziali e sanitarie ma anche competenze informatiche piuttosto che competenze documentali (pensiamo allo sviluppo della telemedicina) e comunque, anche col discorso della pandemia, con tutto il discorso dell’assistenza a casa e con i tracciamenti, e quant’altro ed è diventata una figura che ha e può anche scegliere o comunque ambire a varie specializzazioni che coprono un pochino tutta la disciplina sanitaria e medica. Appunto dall’assistenza e dalla clinica, chiamiamola squisitamente tecnica, a competenze organizzative non indifferenti; quindi a figure di coordinamento, piuttosto che a figure di gestione di posti letto o di strutture di questo tipo.

[A.B.] Qual è invece l’iter per avere accesso ad una struttura come la vostra che, sappiamo, è una struttura privata quindi probabilmente ha delle modalità di accesso diverse dalla struttura pubblica?

[E.B.] La nostra struttura privata convenzionata accreditare col sistema sanitario nazionale per cui noi facciamo parte della filiera del pubblico a tutti gli effetti. Infatti funzioniamo da post-acuzie; siamo codificati con il codice regionale della lungodegenza che è il codice 60, però a tutti gli effetti noi abbiamo pazienti post acuti. Per cui un malato che ha bisogno del pronto soccorso o ricovero per acuti, poi in fase di ancora instabilità clinica, o perché non può essere dimesso a domicilio per varie problematiche, viene dirottato negli ospedali di post-acuzie. Santa Viola fa parte di questa rete insieme ad altre strutture ospedaliere dell’AIOP, l’Associazione Italiana Ospedalità Privata, nella rete dell’area metropolitana bolognese. Per accedere alla nostra struttura, ovviamente non ci sono concorsi; da noi gli infermieri mandano un curriculum, si valuta il curriculum del candidato, si fa un primo incontro con la nostra caposala, poi, se l’operatore ha desiderio di incominciare a lavorare con noi, si fa un affiancamento. L’affiancamento che noi garantiamo è diviso in base alle competenze, le professionalità e anche all’esperienza ovviamente dell’infermiere. Perché se un infermiere è navigato non ha bisogno di tanti giorni di affiancamento; invece ci sono infermieri alla prima esperienza a cui noi dedichiamo veramente tante energie, tante risorse, e investiamo sul loro futuro. Dopodiché si portano in reparto, si incomincia a far loro vedere la gestione normale di un reparto ospedaliero, tutta la modulistica; vengono affiancati sempre da un infermiere tutor,che durante il loro percorso di affiancamento li segue, per poi entrare nella turnistica, nella routine quotidiana del reparto.

[A.B.] Abbiamo parlato di infermieri che hanno già una certa esperienza e già navigati, come li avevi definiti, e studenti invece che vengono affiancati perché sono appena entrati in struttura. Cosa diciamo invece a quegli studenti che stanno approcciando questo mondo dal punto di vista scolastico e che poi entreranno nel mondo del lavoro dalla porta principale.

[E.B.] Quello che mi sento di dire è che è un mondo straordinario. Chi sceglie una professione sanitaria ha un’indole e soprattutto sa che è un percorso di crescita, oltre che culturale anche umano. Fare gli infermieri, come fare i medici, fare i fisioterapisti, non si fa per timbrare il cartellino; si fa perché c’è qualcosa in più, e quindi loro devono capire quello che sentono dentro di loro, quello che vogliono fare e poi buttarsi in questo mondo che è un mondo assolutamente complicato ma che dà enormi soddisfazioni.

[A.B.] E per aiutare questi studenti ad entrare nel mondo del lavoro e a completare gli studi, Francesca, l’Ospedale Santa Viola ha messo a disposizione, tramite Vivat Academia, delle borse di studio.

[F.M.] Sì, credo che sia importantissimo per tutto quello che abbiamo detto fino ad adesso. Le persone che appunto si vogliono approcciare a questo mestiere, qualsiasi professione sanitaria che diventa, ovviamente noi siamo di parte ma sicuramente se siamo qui siamo convinti che lo sia effettivamente, il mestiere… uno dei mestieri, almeno, più belli del mondo e, nonostante tutte le complicazioni, nonostante le difficoltà, nonostante anche l’impegno che ci vuole, prima nello studio e poi livello umano e a cui bisogna dedicarsi, sicuramente è molto bello che sia data la possibilità a questi studenti di avvicinarsi a questo mondo e che vengano aiutati anche dal punto di vista economico perché c’è bisogno anche di questo. Ed è sicuramente un primo passo verso un aiuto ad entrare in questo mondo.

[A.B.] In chiusura non mi rimane che invitare tutti quegli studenti che sono interessati ad avere maggiori informazioni relativamente alla borsa di studio messa a disposizione dall’Ospedale Santa Viola, ad andare sul sito www.vivatacademia.org, lì troveranno tutte le indicazioni e il modulo per potersi iscrivere e candidarsi appunto alla borsa di studio. Francesca, Erik, io vi ringrazio; avremo modo di risentirci e ritrovarci nei prossimi mesi, nelle prossime settimane e soprattutto in conclusione di questo percorso con l’assegnazione delle borse di studio. Grazie della vostra presenza e ci vediamo presto.

[E.B.] Grazie a te.

[F.M.] Grazie e arrivederci.

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