Una Borsa di Studio può portarti a… – C.R.A. Villa Serena – Consorzio Ospedaliero Colibrì

L’infermiere nella nostra struttura è una figura centrale che, oltre alle competenze specifiche e professionali che acquista durante il percorso universitario, deve avere anche delle competenze di empatia […] e la capacità di riconoscere quelli che non sono i sintomi clinici dell’ospite…

Vito Trovato
Alessandro Bevilacqua intervista Luana Tarquinio, direttrice Villa Serena, Francesca Masi, direttore UOC Sanità Pubblica nonché responsabile rischio clinico a San Marino e Vito Trovato, coordinatore infermieristico di Villa Serena che ha messo a disposizione i fondi per una delle borse di studio dedicate agli studenti in infermieristica.

[A.B.] Villa Serena è una delle quattro strutture del consorzio Colibrì che hanno messo a disposizione una borsa di studio in infermieristica. Ne parliamo oggi con Luana Tarquinio, direttore della struttura, buongiorno Luana, …

[L.T.] Buongiorno.

[A.B.] … Vito Trovato che è il coordinatore infermieristico, …

[V.T.] Buongiorno.

[A.B.]  … e con Francesca Masi, direttore UOC Sanità Pubblica, e responsabile rischio clinico, nonché socia di Vivat Academia, ciao Francesca e benvenuta anche a te.

[F.M.] Buongiorno.

[A.B.] Di che cosa vi occupate in Villa Serena?

[L.T.] Villa Serena è una C.R.A., casa residenza per anziani. Sono delle strutture che hanno come obiettivo l’accoglienza permanente di anziani non autosufficienti e per i quali non è più possibile una permanenza a domicilio, una gestione a domicilio e che comunque hanno un’età superiore ai 65 anni o che hanno delle patologie assimilabili. Villa Serena è una delle strutture che ha fondato il consorzio Colibrì. Questo le dà una un’identità importante con un approccio multiprofessionale, fortemente connotativo della nostra identità perché la nostra filosofia è quella che per prenderci cura di una persona con i suoi bisogni, che sono molto articolati, o dove magari sono presenti delle comorbilità, non lo si può fare adottando un approccio univoco, ma, appunto, nel nostro staff, essendoci rappresentate molte professionalità, penso per esempio alla presenza oltre che degli infermieri, dei nostri operatori socio sanitari, abbiamo geriatri, psichiatri, logopedisti, fisiatri, fisioterapisti… cioè tutti quanti possono prendersi cura della persona nella sua pienezza e centralità. Siamo una C.R.A. potenziata, nel senso che abbiamo un’impostazione sanitaria molto forte, molto importante, con la presenza del medico e dell’infermiere h24, sette giorni su sette, domeniche e festivi. Questo è un aspetto significativo della nostra attività perché avere la presenza del medico e dell’infermiere costantemente ci consente di gestire in-house situazioni critiche e di poter anche far fronte ad una prima stabilizzazione dell’ospite ed evitare di trasferirlo immediatamente in pronto soccorso. In questo modo si evita anche di intasare la rete ospedaliera, di ingolfarla e, soprattutto in tempo di COVID, per noi è stata una strategia molto vincente perché, laddove gli ospedali costituivano una fonte di contagio e di rischio significativo, noi abbiamo potuto gestire delle situazioni critiche al nostro interno.

[A.B.] Prima di entrare nello specifico delle professionalità, di cui parleremo poi con Vito, volevo chiedere a Francesca, invece, che cosa si intende oggi per prevenzione e assistenza agli anziani.

[F.M.] Allora, il tema degli anziani è un tema più che mai attuale; è ovviamente importante perché siamo una popolazione che, per fortuna, invecchia, ma con l’invecchiamento aumentano anche i problemi di cronicità, di patologie croniche ed i problemi, ovviamente, di decadimento cognitivo che poi possono portare a situazioni di non autosufficienza o di difficoltà di gestione a casa, a cui le strutture come Villa Serena rispondono. E chiaramente, la parte di prevenzione è molto importante perché appunto, sia sul discorso di cronicizzazione delle patologie, di controllo nelle patologie croniche per evitare incidenti vascolari piuttosto che altri tipi di non autosufficienza, e anche sul decadimento cognitivo e sulla difficoltà dell’anziano di gestirsi dal punto di vista sociale e di interazione con le sue attività quotidiane; e chiaramente anche qui la figura dell’infermiere diventa una figura fondamentale che segue un po’ tutto il percorso, perché partiamo appunto dalla prevenzione, fino al discorso del percorso assistenziale e quindi dell’assistenza sia fuori che all’interno delle case per anziani, e sia tutto il discorso del coordinamento e della gestione del percorso anche tra l’altro dal punto di vista della multidisciplinarità perché, come abbiamo visto, molti professionisti sono coinvolti in questo percorso, sia anche nella gestione dei rapporti magari con i familiari eccetera.. E questo in situazioni ordinarie oppure, come dicevo prima, anche in situazioni straordinarie come può essere stata la pandemia.

[A.B.] Ebbene, Vito, ritornando invece sul discorso della professionalità a cui avevamo accennato prima, volevo sapere da te qual è il ruolo dell’infermiere all’interno della vostra struttura e qual è il percorso che deve fare per acquisire quella professionalità che viene necessaria.

[V.T.] L’infermiere nella nostra struttura è una figura centrale che, oltre alle competenze specifiche e professionali che acquista durante il percorso universitario, deve avere anche delle competenze di empatia dato che la maggior parte degli ospiti della nostra struttura non riescono a volte a esprimere il loro fabbisogno e quindi deve avere la capacità di riconoscere quelli che non sono i sintomi clinici dell’ospite; deve rapportarsi con tutte le altre figure della struttura e pianificare la strategia assistenziale insieme al medico, agli assistenti e fisioterapisti. Nello specifico, come dicevo prima, riconoscere quello che non è sintomo clinico: il cambio dell’umore… L’infermiere nella struttura è presente h24 e conosce tutti e cento i nostri ospiti, quindi, proprio per questo motivo, è una delle figure che si accorge subito se non essendoci un sintomo clinico, ma eventualmente un cambio dell’umore di questo ospite, quindi si rapporta, ad esempio, con gli educatori per capire se non è successo qualcosa che ha cambiato la qualità della vita all’interno della struttura. Prima del Covid comunque si rapportava, tranquillizzava anche i familiari sullo stato di salute degli ospiti.

[A.B.] Una figura professionale, abbiamo visto, molto importante e anche delicata. Una figura professionale che richiede comunque delle competenze specifiche. Per aiutare gli studenti ad acquisire queste competenze, Villa Serena assieme al Consorzio Colibrì ha messo a disposizione una borsa di studio. Per tutti gli studenti che volessero avere maggiori informazioni, che volessero candidarsi per la borsa di studio, l’invito è quello di andare sul sito di Vivat Academia che è www.vivatacademia.org. Lì troveranno tutte le informazioni e il modulo da compilare per potersi candidare alla borsa di studio. Io vi ringrazio. Ringrazio Luana Tarquinio, la direttrice della struttura, Vito Trovato, il coordinatore infermieristico, e Francesca Masi nostra socia Vivat Academia, nonché direttore UOC Sanità Pubblica. Grazie mille, ci vediamo per la consegna delle borse di studio e per la cerimonia di assegnazione delle stesse. Grazie e buona giornata.

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